15/05/2012
La dieta dello yogurt. La dieta testata da Courtney Cox e David Arquette e le modelle di Victoria’s Secret
Vietato esagerare. Questa dieta non deve essere seguita per più di due settimane.
Perdere peso in poco tempo soprattutto in vista dell’estate? L’ultima moda made in Usa, è la dieta dello yogurt, messa a punto dall’esperta in benessere nonché attrice, Jeannie Mai, con un gruppo di nutrizionisti.
La dieta è già stata è già stata testata da varie celebs, tra cui Courtney Cox e David Arquette e le modelle di Victoria’s Secret che hanno perso peso velocemente.
Lo yogurt consigliato è lo Yoplait Light, che permette di dimagrire tra i due e i tre chili in quindici giorni.
"Il grasso in generale stimola la produzione dell’ormone cortisolo che incide in maniera negativa sulla fame nervosa", dice il nutrizionista americano Michael Zemel.
"Quando si mangia lo yogurt, il calcio contenuto manda dei messaggi alle cellule per eliminare il cortisolo. Inoltre gli aminoacidi aiutano a bruciare i grassi, di conseguenza si perde peso con facilità".
La dieta dello yogurt punta su un obiettivo preciso: consumare ogni giorno yogurt naturale o alla frutta che facilitano la digestione. Sono consentite la saccarina e le infusioni come tè e caffè.
Ecco un breve schema:
Colazione: una tazza di caffè o tè con saccarina, un cucchiaio di crusca di frumento e uno yogurt naturale scremato.
In mattinata: uno yogurt alla frutta.
Pranzo: scegliere tra i seguenti piatti: un piatto di riso con due pomodori ripieni con funghi e formaggio povero di calorie, un filetto di salmone alla piastra o al forno accompagnato da verdure in padella o patate al forno, insalata di lattuga, pomodoro, mais, e piselli.
Dessert: una ciotola con due yogurt naturali scremati con fragole tagliate e uva.
Merenda: uno yogurt scremato con un'infusione.
Cena: uno yogurt naturale con pezzetti di frutta (mela, pera, pesca,…).
Controindicazioni?
La dieta dimagrante a base di yogurt non è indicata per chi soffre di colesterolo alto oppure di calcoli renali o epatici a causa del suo elevato contenuto di calcio e fosforo. E mi raccomando, non va seguita per più di due settimane.
Fonte:http://www.vogue.it/
16:46 Scritto da: shopper2000 in CURA DEL CORPO, DIETA BEAUTY | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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Gli alimenti per un’abbronzatura intensa. Quale dieta seguire per abbronzarsi?
Ecco alcuni consigli e regole base, da seguire e ricordare sempre:
Rafforziamo le difese della pelle
Prima di esporsi al sole e cominciare le pratiche dell’abbronzatura, è bene preparare l’organismo a minimizzare l’impatto delle radiazioni, rafforzando le difese della pelle, attraverso l’apporto di antiossidanti (beta-carotene, vitamina C, vitamina E, zinco, selenio, glutatione).
Evitiamo la monotonia alimentare
Basta creare diversi abbinamenti di ingredienti sempre differenti, ma complementari sotto il profilo nutrizionale. Non consumate nello stesso pasto più alimenti ad elevato apporto proteico, come carne e legumi oppure uova e formaggi: create invece piatti unici, accompagnati da contorni di verdura.
■Alternare primi piatti cotti e crudi, per apportare tutte le vitamine nei differenti modi: alcune vengono rapidamente deteriorate dal calore o dall’esposizione all’aria, oppure si disperdono nel brodo di cottura.
■Prediligere alimenti freschi e facilmente digeribili, come pesce, carni bianche, latticini, formaggi freschi, insalate, gelati.
■Fare pasti leggeri e ripetuti durante la giornata, piuttosto che pochi ma pesanti.
■Prevedere l’introduzione in ogni pasto di frutta e verdura in notevole quantità.
Beviamo spesso e più del necessario
In estate il fabbisogno di liquidi aumenta in relazione alla sudorazione, ed è sempre buona abitudine favorire il ricambio idrico, riequilibrare le perdite di sali minerali e mantenere idratata la pelle. Scegliere dunque l’acqua in abbondanza (liscia, non gasata, e non ghiacciata), succhi di frutta non zuccherati, centrifugati e spremute di frutta e/o verdura. Fare attenzione però alle bevande zuccherate che potrebbero essere una fonte aggiuntiva importante di calorie.
Meno sale e olio buono
Ridurre o eliminare gli alimenti ricchi di sodio (causa di ritenzione idrica), i condimenti “pesanti” e l’alcool, nonchè utilizzare l’olio extra vergine di oliva! contiene vitamine A ed E, che favoriscono l’assimilazione del betacarotene e donano elasticità e compattezza alla pelle.
Prediligiamo gli alimenti arancioni, gialli, rosso e un po’ verde
(carota, albicocca, pesca, melone, peperoni) che son molto ricchi di betacarotene (il quale aumenta la produzione di melanina, ha effetto antiossidante, rafforza il sistema immunitario e protegge quello cardiovascolare) e vitamina A, per la salute degli occhi e della pelle. Fragole, ciliegie, lamponi, mirtilli, cocomero, pomodori contengono preziosi antiossidanti per prevenire l’invecchiamento prematuro della pelle.
I pomodori contengono licopeni, carotenidi molto efficaci per l’abbronzatura e per l’organismo, in quanto danno un buon apporto di fibre, vitamine e sali minerali, in particolare fosforo, calcio e magnesio. Kiwi, limone e pompelmo sono ricchi di vitamina C, utile a combattere i radicali liberi e a facilitare la “ricreazione” di collagene, per l’elasticità dei tessuti. Tutti i vegetali a foglia larga e di colore verde scuro, inoltre, come bietole, cicoria, lattuga, spinaci, contengono un’ottima riserva di carotene, acido folico, utile per rinforzare le ossa, e riserve di ferro e sali minerali, fondamentali per proteggere il colore dei capelli dai raggi del sole.
Attenzione, non vi è alcuna relazione tra l’assunzione di betacarotene e la produzione di melanina poiché quest’ultima dipende solo dall’esposizione al sole. La grande importanza data al famoso betacarotene, è dovuta al fatto che, ingerito, fa assumere alla pelle il caratteristico colore arancione. Pertanto quest’ultimo, unendosi al colore bruno della melanina, contribuisce all’ottenimento rapido di una colorazione intensa.
Ciò non significa però che bisogna abusare degli alimenti che contengono betacarotene! Bastano ad esempio, 300 grammi al giorno di carote, che hanno un contenuto record di 1200 microgrammi di vitamina A ogni 100 grammi di prodotto, o di albicocche (500 microgrammi per 100 grammi di prodotto). Oppure si può integrare la propria dieta con altri alimenti che ne contengono in dosi rilevanti, come il prezzemolo, la rucola, i pomodori maturi, il radicchio verde, gli spinaci, la papaia, il melone, etc.
In sostituzione, si possono mangiare 50 grammi al giorno di parmigiano reggiano, grana padano, caciocavallo oppure pecorino. L’unico effetto indesiderato di un abuso di beta-carotene può essere la comparsa di una colorazione giallastra, soprattutto del palmo della mano e della pianta del piede che si attenua e scompare riducendo o sospendendo l’assunzione della sostanza. Le altre sostanze che aiutano ad avere una pelle dorata e sana, le si possono trovare nei seguenti alimenti:
■Retinolo: nel fegato di bovino, formaggi e uova.
■Vitamina E: nei peperoni crudi, arance, lattuga o rucola, ribes, prezzemolo, papaia, fragole, melone e lamponi, olio di girasole, mandorle, olio di mais e di oliva, nocciole e avocado.
■Omega 3: nel salmone ai ferri, acciughe, sardine o tonno, trota o pesce spada.
■Zinco: nella fesa di manzo o ostriche, cereali, cioccolato fondente e lenticchie.
■Selenio: nel tonno, pasta, ostriche, pancetta di maiale, cereali, sgombri e gamberetti.
■Licopene: nei pomodori, anguria e pompelmo rosa.
Fonte:www.vivodibenessere.it
15:15 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO, DIETA BEAUTY | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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12/05/2012
Sole sicuro per i bambini: dritte su come scegliere la crema solare per il bambino
COME SCEGLIERE UNA CREMA SOLARE PROTETTIVA PER UN BAMBINO
Il periodo di vacanze si avvicina, per qualcuno è già iniziato, altri sfruttano i week-end per brevi ma rigeneranti capatine al mare, i più attendono le ferie lavorative.
Tutti gli anni il solito dilemma per chi si reca al mare ed ha figli piccoli: quale crema protettiva acquistare?
In commercio sono disponibili numerose offerte che propongono una vasta gamma di prodotti, che un po’ ci “confonde le idee”, forse a causa di una penalizzazione di circolazione di informazioni in favore di pubblicità accattivante che mira a colpire l’attenzione del cliente.
Non tutte le creme sono uguali, e questo lo sanno tutti.
La prima grande distinzione, che dobbiamo tenere in considerazione, è quella fra i diversi fattori di protezione, distinguiamo la protezione bassa, quella media e quella alta.
Questa classificazione è meglio specificata da un numero riportato in evidenza, che caratterizza il livello del fattore protettivo (FP).
Non esiste una classificazione standard e univoca cui fare capo: ogni casa produttrice ne ha una propria, che non dista molto dalle altre in commercio, ma che può creare confusione. Il fattore protettivo 70 proposto da una linea cosmetica può essere equivalente al 50+ di una linea concorrente! Una marca di creme solari potrebbe proporre un ventaglio che passi, in linea di fattore protettivo, dalla 20 alla 30; viceversa un’ altra proporre la 20, la 25, la 30….quel 25 di intermezzo non è detto rappresenti la mezza misura tra la 20 e la 30 della prima casa produttrice, o meglio potrebbe coincidere, come livello di protezione con una di esse!
Risulta importante per non cadere in sbagliate convinzioni informarci preventivamente o affidarci a personale competente che ci guidi nella scelta del prodotto giusto.
Fino a pochi anni or sono circolava la dicitura di crema “a schermo totale” per le creme protettive che raggiungevano il più alto fattore protettivo (le più conosciute 50+ o 70). Si trattava di un messaggio ingannevole in quanto non esistono creme che proteggano totalmente dai raggi UVA e UVB. Una piccolissima percentuale arriva a colpire l’epidermide, lo strato superiore della pelle, ma anche il derma, lo strato di pelle un po’ più profondo; innescando in piccola parte quei meccanismi di reazione del nostro corpo, quali l’attivazione della melanina e il photo-aging, l’invecchiamento precoce della pelle. Questo è il principale motivo per cui si sconsiglia di esporre un neonato sotto l’anno di età all’esposizione solare, data l’immaturità di reazione della pelle: la cute è sfornita di naturali meccanismi di difesa della pelle.
In età di infanzia il bambino piccolo necessita di una crema con protezione solare alta; il range idoneo sarebbe tra il FP 50+ (o 70) e il 25 per garantire alla pelle una schermatura valida che prevenga le famigerate scottature, ritenute le maggiori responsabili nel tempo, della formazione di melanomi, i famigerati tumori della pelle.
Le discriminanti nella scelta sono varie e dipendono da diversi fattori: il fototipo (un bambino con capelli rossi e lentiggini dalla carnagione molto chiara, tenderà a scottarsi molto più rispetto ad un tipo mediterraneo), il luogo in cui ci si reca (più ci si avvicina alla fascia dell’equatore, maggiore è l’azione del sole ed il rischio di scottarsi), le terapie patologiche e farmacologiche in corso che potrebbero essere in contrasto con l’esposizione solare (ricordiamo i farmaci foto-sensibilizzanti tra cui si annoverano alcuni antibiotici), l’orario in cui ci si reca in spiaggia (le ore centrali della giornata sarebbero da evitare poiché i raggi del sole cadono perpendicolarmente sulla terra e l’azione è amplificata).
Per i bambini più grandi se il fototipo lo consente, ovvero se la carnagione è scura o si abbronza facilmente e senza scottature, è possibile utilizzare creme solari con FP medio, ovvero dalla 30-25 fino alla 15 (fermo restando le minime differenze tra le case produttrici).
Durante i primi giorni è sempre consigliabile l’utilizzo di una crema a FP alto, poi, laddove le condizioni lo permettano, sarà possibile passare ad un solare protettivo più basso.
Nella scelta di acquisto, data la predilezione dei bambini per l’acqua, sempre meglio optare per un solare water-prof, ovvero resistente all’acqua. Ciò non ci dispensa dal rinnovo dell’applicazione della crema dopo ogni bagno, ma perlomeno ci rassicura sul fatto che durante il bagno in mare, nostro figlio sarà maggiormente protetto rispetto all’uso di una normale crema il cui effetto potrebbe svanire una volta in acqua.
Attualmente i solari sono per lo più semplici da spalmare, ne esistono alcuni proposti addirittura sotto forma di spray che rendono più agevole e veloce l’applicazione. Devono essere di veloce assorbimento, ovvero non lasciare la pelle “unta” che porterebbe i bambini che amano giocare con la sabbia, a presentarsi “impanati” di sabbia.
Importante: le creme solari impiegano diversi minuti per attivarsi, ovvero svolgere la propria funzione di protezione, in media 15 minuti. Dunque consideriamo questo periodo di non-copertura prima di esporre il bambino ai raggi solari, convinti che sia protetto quando in realtà non lo è.
E’ importante ricordare che i raggi solari passano attraverso magliette di cotone e che, in alcuni casi, ci si può scottare anche all’ombra dell’ombrellone!
La validità di un buon prodotto solare è confermata dalla presenza di filtri che proteggano la pelle sia dai raggi UVA sia da quelli UVB. Entrambi i raggi colpiscono la nostra pelle, aggredendola e innescando quell’azione di difesa che è la pigmentazione dell’epidermide, ovvero l’abbronzatura, grazie alla sollecitazione del lavoro della melanina.
Un tempo i fattori protettivi si riferivano a protezione dai raggi UVB, considerati erroneamente più dannosi, in quanto responsabili di scottature ed eritemi. Attualmente, su richiesta di allineamento alle direttive UE, la produzione di creme protettive, considera anche il FP degli UVA in quanto causano danni a lungo termine come il photo-aging, ovvero invecchiamento precoce della pelle, e la formazione di melanomi.
Un buon solare è quello che contiene filtri tanto per gli UVA quanto per gli UVB.
Come tutte le creme, i solari hanno una scadenza, e, una volta aperti, vanno consumati entro la stagione. Non è corretto riutilizzarli l’anno seguente, nonostante una ipotetica perfetta conservazione, poiché scadono in 12 mesi al massimo una volta aperti.
Fonte:vitadamamma.com
12:30 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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10/05/2012
Una dritta su come curare e valorizzare mani, piedi e unghie
Come Curare Mani, Piedi E Unghie
La cura delle mani e dei piedi è molto importante per qualsiasi persona, uomo o donna che sia. Ecco una serie di consigli e di dritte per cercare di essere sempre accorti e di trattare con estrema delicatezza queste parti del nostro corpo, valorizzandole con la cura anche delle unghie.
Istruzioni
1 Se i talloni dei vostri piedi risultano essere scuri ed induriti, provate a frizionarli con mezzo limone tagliati, sul quale avrete versato un pò di sale fino in precedenza. Massaggiateli immediatamente dopo, con qualche goccia di olio di mandorle dolci o un estratto delicato, naturale e dall'aroma profumato.
2 Per quanto riguarda invece le vostre mani, agite come segue. Dopo aver cucinato o sbrigato le faccende domestiche è possibile che sulle mani vi restino degli odori sgradevoli. Per eliminare l'odore di aglio, strofinate le mani con il fono del caffè, per togliere quello della candeggina, usate l'aceto, contro la cipolla, invece il prezzemolo fresco.
3 Infine, ecco una dritta per la cura ed il trattamento delle vostre unghie, tale suggerimento sarà gradito soprattutto se preferite un approccio naturale e semplice. Se volete delle unghie lucide senza usare lo smalto, strofinatele con una pezzuola di daino, come quelle che usualmente sono utilizzate per pulire le lenti degli occhiali.
17:50 Scritto da: shopper2000 in CURA DEL CORPO, MAKE-UP, MODA E TENDENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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06/05/2012
Come smettere di mangiarsi le unghie. Dritte e consigli pratici
Come smettere di mangiarsi le unghie.
Mangiarsi le unghie è un vizio che si manifesta fin dall’infanzia e che può protrarsi fino all’età adulta.
Le cause, generalmente, sono di tipo nervoso e se non si smette in tempo, le mani fanno una brutta fine. Infatti mangiare le pellicine e le unghie fin sotto la pelle rende le dita rosse e gonfie, sgradevoli a vedersi. Non solo, le unghie spesso sono ricettacoli di batteri e metterle in bocca quando le mani sono sporche è antigienico.
Come fare a smettere di mangiarsi le unghie? Prima di tutto ci vuole forza di volontà e poi basta seguire qualche consiglio utile… Addio unghie rosicchiate!
Avere delle unghie belle e sane è il primo deterrente a mangiarle, perciò procuratevi lima, smalto e tagliaunghie e iniziate a fare la manicure per qualche minuto ogni giorno. Usate una crema che ammorbidisca le pellicine così avrete meno voglia di strapparle via coi denti e mettete uno smalto specifico, di quelli con un sapore disgustoso che vi faccia passare la voglia di mettere le dita in bocca.
Tenete sempre una lima a portata di mano, così quando avrete voglia di “accorciare” le unghie in modo poco ortodosso, potrete usarla per non rovinare il lavoro di manicure. Più terrete in ordine le unghie, meno avrete voglia di mangiarle, rovinando gli sforzi fatti.
Quando siete nervose e avvertite il desiderio di mangiare le unghie, masticate una caramella o una gomma, scaricherete ugualmente la tensione.
In alternativa, tenete impegnate le mani: giocate con un pupazzetto antistress, mettete lo smalto, scrivete al pc… Insomma, qualsiasi cosa vi distragga dal pensiero di mangiare le unghie!
Infine, è una buona idea applicare le unghie finte: non è divertente mordere la plastica e in poco tempo dovreste riuscire a togliervi il vizio.
Non arrendetevi alle prima difficoltà e concentratevi pensando al “dopo”, a quanto saranno belle le vostre mani una volta smesso di mangiare le unghie!
Fonte:deabyday.tv
11:03 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO, MODA E TENDENZE | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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