18/05/2012
Come sgonfiare i piedi. Antichi rimedi semplici ed efficaci
Come sgonfiare i piedi
Il caldo eccessivo o il dover stare per lunghi periodi in piedi possono provocare gonfiore ai piedi. Ma anche un’alimentazione troppo ricca di sodio può compromettere la salute dei vostri piedi.
Per prevenire il gonfiore dei piedi è importante seguire una dieta bilanciata, ricca di vitamine e iposodica. È importante assumere anche cibi diuretici in quanto favoriscono l’eliminazione dei liquidi in eccesso del corpo, alleviando così i piedi gonfi causati dall’edema. Oltre all’orzo, un potentissimo diuretico è il prezzemolo, aggiungerlo ai propri piatti può rivelarsi utile!
Come sgonfiare i piedi nell’acqua calda e fredda
Immergere i piedi alternativamente nell’acqua calda e fredda: per 10 minuti i piedi in un catino con acqua calda e per 30 secondi in un altro catino pieno d’acqua fredda. Ripetere questa operazione più volte terminando con l’acqua calda.
Come sgonfiare i piedi con la menta piperita.
Con una lozione a base di menta piperita massaggiare i piedi e gli stinchi, procedendo dal basso verso l’alto ed esercitando una leggera pressione con le dita. Questo aiuterà ad eliminare l’acqua in eccesso dai tessuti.
Come sgonfiare i piedi con la camomilla
Lasciare i piedi in ammollo in acqua fredda con l’aggiunta di fiori di camomilla per almeno 15 minuti
Come sgonfiare i piedi con gli oli.
Massaggiare i piedi e gli stinchi usando un olio a base di sidro di mele.
Come sgonfiare i piedi con i cetrioli
Utilizzare una fetta di cetriolo, metterla nei piedi e ricoprire l’arto con un panno umido, ecco come godere dei suoi benefici.
Come sgonfiare i piedi con i cuscini.
Distendersi completamente e mettere sotto i piedi due cuscini: in questo modo si attiverà più rapidamente la circolazione del sangue
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15/05/2012
La Tisane "fai da te". Consigli per tisane e decotti per il benessere e la salute
Tè..E' la bevanda più consumata al mondo: 300 miliardi di tazze
l'anno. Dal Sahara alla Cina, dall'Indonesia all'Inghilterra, agli Usa. Per gli inglesi è un rito, una necessità ma anche per noi italiani, da sempre fedeli al caffè, il tè è una bevanda che sta diventando sempre più popolare. Popolarissima, poi, tra i nutrizionisti che non si accontentano del suo potere dissetante e scoprono le innumerevoli virtù che si celano nelle foglie della Camellia Sinensis. I ricercatori finora hanno contato nel tè oltre 300 sostanze diverse tra cui tannini, caffeina, vitamine (A, PP, B2), bioflavonoidí e minerali (calcio, ferro, potassio, fluoro. La fluorina fa bene a capelli e denti mentre la teofilina, un vasodilatatore, ha effetto protettivo sui vasi sanguigni. II tè verde, in particolare, ha proprietà antiossidanti contro i radicali liberi; secondo alcune ricerche contrasterebbe l'Helicobacter pylori, responsabile dell'ulcera gastrica.
TE' VERDE
O vergine (non fermentato) velocizza il metabolismo stimolando l'adrenalina,ossia aiuta a bruciare le calorie (è quindi amica della linea).Ottimo dopo pasti a base di carne, uova, salumi o pesce.
TE' NERO
Detto Tuo-Cha, è ricco di tannini. Abbassa il livello di colesterolo e trigligeridi nel sangue.Anche il tè nero funziona bene, durante o dopo i pasti, come digestivo.
INFUSO:
Consiste nel versare dell'acqua bollita sulla droga (parte della pianta officinale che è più ricca di principi attivi) e nel lasciare il tutto a riposare in un recipiente idoneo di vetro o acciaio inox per un tempo compreso tra i 5 e i 20 minuti. Trascorso il tempo di infusione (Variabile a seconda della droga), si filtra e si beve tal quale o edulcorato (possibilmente con miele).
L'impiego di solventi diversi dall'acqua interessa le preparazioni extradomestiche (come, ad esempio, quelle farmaceutiche, spagiriche etc). In qualche caso l'acqua non riesce ad estrarre adeguatamente i principi attivi ed è allora opportuno fare un premacero con alcool al 50% o grappa prima dell'infusione. Quando i principi attivi sono termolabili si può fare un premacero a freddo con 1/3 del solvente e con i rimanenti 2/3 si fa l'infusione. Ad infusione terminata si uniscono i due liquidi. Alcune tradizioni non conoscono l'infuso se non come bevanda di conforto (ad esempio il tè per i cinesi).
DECOTTO:
Consiste nel far bollire l'acqua con la droga per 10-15 minuti. Trascorso il tempo di decozione si filtra e si beve tiepido, tal quale o opportunamente edulcorato. La decozione viene effettuata quando le droghe sono coriacee (radici, cortecce) e contengono principi attivi stabili. Le parti legnose richiedono infatti un'azione più violenta da parte del solvente per poter estrarre i principi attivi, sempre che questi non siano delicati o termolabili (nel qual caso bisogna comunque ricorrere all'infuso).
Sembra strano che la Cina, patria del tè, non conosca l'infuso come preparazione terapeutica. I cinesi usano l'infuso come bevanda, ma è il decotto che viene impiegato per le cure. Va tenuto presente che nella farmacopea cinese troviamo prevalentemente radici, cortecce, semi, ma anche corna e ossa, tagliati a pezzi grossi e non a taglio tisana come da noi. In queste situazioni l'infusione non potrebbe estrarre adeguatamente i principi attivi ed è per questo che si ricorre al decotto. L'infuso è, in generale, caratteristico di una civiltà cittadina; il decotto è tipico delle zone rurali, laddove si trova sempre il pentolino sopra la stufa accesa! Le dosi per infusi e decotti variano da pianta a pianta e sono riportate nei vari manuali che si occupano di piante medicinali con i tempi di infusione e/o decozione. Queste dosi oscillano di solito dal 1-2 al 5% di droga rispetto al solvente.
TISANA: E' una miscela di almeno due piante, una delle quali è detta principale, ed è caratterizzata dalle proprietà che s'intendono sfruttare (digestive, diuretiche, epatiche etc.) L'azione della pianta principale è integrata ed ampliata da una o più piante dette adiuvanti. Talvolta nelle tisane, oltre all'elemento principale e all'adiuvante, troviamo anche un terzo fattore: il correttore del gusto. Mentre la pianta principale e l'adiuvante sono elementi necessari affinchè si possa parlare di tisana, la pianta che migliora il sapore (frequentemente amaro) non è necessaria, ma spesso è utile, non solo per migliorare le caratteristiche organolettiche della preparazione, ma anche per le proprietà intrinseche della pianta stessa: è il caso della liquirizia, una delle piante più usate per migliorare il sapore delle tisane. Questa pianta è dotata di buone proprietà depurative infatti secondo studi recenti la liquirizia sembra avere la proprietà di rendere maggiormente biodisponibili i principi attivi delle piante medicinali presenti nella tisana.
Le proprietà anche notevoli di certe piante sono inutili se l'organismo che assume le preparazioni erboristiche non può farle proprie. La capacità di fruire dei principi attivi presenti nelle piante prende, appunto, il nome di biodisponibilità.. Di solito le tisane vengono assunte a dosaggi non molto alti (1-2 cucchiaini per tazza) e per tempi lunghi; possono essere preparate per infusione o decozione, in base al tipo di piante che le compongono (Vedi infuso e decotto). Nel fare le tisane bisogna prima di tutto puntare all'omogeneità (I componenti devono prestarsi tutti o per l'infusione o per la decozione): è meglio utilizzare preparazioni costituite da poche piante e ben conosciute piuttosto che avere problemi di interazioni indesiderate. Infatti, si può notare come alcune piante vivano armonicamente con altre e abbiano magari proprietà simili.
Partendo da questa analisi ambientale si possono ottenere suggerimenti per una corretta formulazione di tisane tenendo conto dei sinergismi di terreno. Ignorare l'equilibrio vigente tra le piante (che, ricordiamolo, sono esseri viventi!) può provocare rallentamenti del processo terapeutico desiderato.
Nonostante la fitoterapia moderna utilizzi più frequentemente preparati già pronti (tinture madri, macerati di gemme etc.) le preparazioni estemporanee casalinghe, pur nella loro semplicità e nonostante alcuni le ritengano superate, mantengono ancora la loro importanza e validità soprattutto per le persone che bevono poco, per gli anziani, per i reumatizzati e per gli stitici. E' da tener presente, inoltre, che a volte l'acqua è il miglior solvente dei principi attivi (come nel caso dell'artiglio del diavolo, della consolida maggiore, etc) e che quindi le preparazioni acquose (decotti e infusi) per queste piante, sono senz'altro da preferirsi alle tinture madri e ad altre preparazioni apparentemente più prestigiose.
La migliore strategia terapeutica non rinuncia a priori alle possibilità offerte anche dal più modesto dei rimedi. Solo preconcetti e interessi commerciali spingono rigidamente verso alcune forme, escludendone altre. Bisognerà valutare, comunque, caso per caso e in definitiva modulare gli interventi utilizzando le forme erboristiche e fitoterapiche che di volta in volta si dimostrano più valide.
COME SI PREPARA
1) Scaldate la teiera con acqua bollente (meglio minerale naturale)
2) Mettete nella teiera un cucchiaino di foglie di tè per persona più uno per la teiera. Lo stesso vale per l'infusione.
3) Portate l'acqua quasi a ebollizione e versatela nella teiera.
4) Chiudete col coperchio e lasciate in infusione per 3-4 minuti.
5) Filtrate con l'apposito colino.
6) lo zucchero non deve essere più di un cucchiaino.
7) Dopo l'uso, sciacquate la teiera solo con acqua: la pellicola marroncina che si formerà con il tempo renderà il tè sempre migliore.
8) Tenete una teiera per i tè classici e una per gli aromatizzati.
A OGNI ORA IL SUO
Ogni miscela di tè si addice a diversi momenti della giornata. Per la prima colazione il classico English Breakfast. I più adatti con il latte sono alcune miscele di Ceylon, di Assam e di Darjeeling. I più profumati sono quelli adatti per le 5 del pomeriggio; l'Earl Grey al bergamotto. lo Spiced Tea (nero con chiodi di garofano,scorzette d'arancia,ottimo d'inverno), il Darjeeling e i vari tè alla frutta. Dopo cena, ideali le miscele a minor contenuto di teina,per non disturbare il sonno, come ilFormosa Oolong.
QUANDO
Dopo i pasti, per digerire o per conciliare il sonno. Ma anche durante la giornata, per una pausa rilassante o dissetante. Sono tante le occasioni per gustare una tisana calda e fumante: oltre che sotto forma di foglioline e fiori sfusi (due o tre cucchiaini per tazza), anche le tisane si trovano in commercio in bustine monodose. I produttori propongono anche miscele di più erbe e fiori, che spesso prendono spunto da ricette antiche (ginseng e tè verde, per esempio, dall'effetto tonificante) o combinano fiori e frutti per ottenere sapori insoliti. Ecco alcuni infusi tradizionali e le loro proprietà:
CAMOMILLA: distensiva e calmante
SAMBUCO: rinforza le difese dell'organismo
SEMI DI FiNOCCH0: depurativi, combattono i gonfiori di stomaco e intestino
MENTA PIPERITA,LIQUIRIZIA: aiutano la digestione
TIGLIO: rilassante
MALVA: ha effetto decongestionante, combatte la tosse
EUCALIPTO: espettorante
Disintossicante
Per ripulire fegato e reni dalle scorie accumulate
Per 1 litro di tisana
Asparagi 8 g Radice rabarbaro 8 g Carciofo 8 g Radice tarassaco 8 g Liquirizia 8 g Rosmarino 8 g Mettere circa 10 g del mix di erbe nella tisaniera, immergerla in 200 ml di acqua bollente e lasciare in infusione per circa 10 minuti. Addolcite a piacere ad esempio con un cucchiaino di miele,se non fate uso di zuccheri la tisana sarà più efficace. Bere 3-4 tazze durante il giorno.
Diuretica
Per sgonfiare la pancia, e favorire la diuresi
Per 1 litro di tisana
Equiseto 8 g Finocchio amaro 8 g Foglie di betulla 8 g Ortosiphon in foglia 8 g Foglie di frassino 8 g Prezzemolo 8 g Pianta e radice tarassaco 8 g Mettere circa 10 g del mix di erbe nella tisaniera, immergerla in 200 ml di acqua bollente e lasciare in infusione per circa 10 minuti. Addolcite a piacere ad esempio con un cucchiaino di miele,se non fate uso di zuccheri la tisana sarà più efficace. Bere 3-4 tazze durante il giorno.
Anticellulite
Per tenere sotto controllo la cellulite ed eliminare i liquidi in eccesso
Per 1 litro di tisana
Basilico 8 g Foglie di menta 8 g Foglie di lauro 8 g Foglie di efedra 8 g Foglie di lavanda 8 g Semi di anice 8 g Tiglio alburno 8 g Mettere circa 10 g del mix di erbe nella tisaniera, immergerla in 200 ml di acqua bollente e lasciare in infusione per circa 10 minuti. Addolcite a piacere ad esempio con un cucchiaino di miele non fate uso di zuccheri la tisana sarà più efficace. Bere 3-4 tazze durante il giorno
Erbe depurative
Cicoria, Crescione o Nasturzio, Lattuga, Tarassaco, Bardana, Ciliege, Mele.
Cura di primavera del curato Kunzlè. tagliare teneri ramoscelli di tutte le piante spinose di siepe: rosa canina, moro, rovi vari e ramoscelli di ribes, lampone, abete, faggio, nocciolo, quercia, ciliegio, larice, brugo, pioppo e gemme di alberi da frutta.
Tritare il tutto e mescolarlo, un pugno abbondante è sufficiente per 2 litri d'acqua
Bere 1 litro al giorno per 2 settimane e possibilmente fare bagni aromatici di pino.
Consigliato per reumatici, cellulitici, nervosi.
Decotto:Bollire per 15 minuti in 1 litro d'acqua
- Bardana radice gr.30
- Gramigna radice gr.30
- Noce foglie gr.10
- Tarassaco radice gr.30
- Un bicchiere al mattino a digiuno e alla sera prima di coricarsi.
Decotto:Bollire per 15 minuti in 1 litro d'acqua
- Borragine foglie gr.20
- Crescione foglie gr.20 ( Nasturzium officinale)
- Tarassaco radice gr.20
- Fumaria foglie gr.20
- Cicoria selvatica gr.20
- Cerfoglio foglie gr.20
- Un bicchiere al mattino a digiuno e alla sera prima di coricarsi
Ansia
particolare stato nervoso che può provocare depressione e paura.
Infuso: in una tazza d'acqua bollente, lasciare in infusione per 5 minuti un cucchiaio della miscela delle seguenti erbe:
- Biancospino fiori gr.20
- Arancio fiori gr.20
- Tiglio fiori gr.20
Filtrare e dolcificare con miele. Bere una tazzina al mattino, una al pomeriggio e alla sera prima del sonno.
Fare un ciclo di 3 settimane.
15:19 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO, DIETA BEAUTY | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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Gli alimenti per un’abbronzatura intensa. Quale dieta seguire per abbronzarsi?
Ecco alcuni consigli e regole base, da seguire e ricordare sempre:
Rafforziamo le difese della pelle
Prima di esporsi al sole e cominciare le pratiche dell’abbronzatura, è bene preparare l’organismo a minimizzare l’impatto delle radiazioni, rafforzando le difese della pelle, attraverso l’apporto di antiossidanti (beta-carotene, vitamina C, vitamina E, zinco, selenio, glutatione).
Evitiamo la monotonia alimentare
Basta creare diversi abbinamenti di ingredienti sempre differenti, ma complementari sotto il profilo nutrizionale. Non consumate nello stesso pasto più alimenti ad elevato apporto proteico, come carne e legumi oppure uova e formaggi: create invece piatti unici, accompagnati da contorni di verdura.
■Alternare primi piatti cotti e crudi, per apportare tutte le vitamine nei differenti modi: alcune vengono rapidamente deteriorate dal calore o dall’esposizione all’aria, oppure si disperdono nel brodo di cottura.
■Prediligere alimenti freschi e facilmente digeribili, come pesce, carni bianche, latticini, formaggi freschi, insalate, gelati.
■Fare pasti leggeri e ripetuti durante la giornata, piuttosto che pochi ma pesanti.
■Prevedere l’introduzione in ogni pasto di frutta e verdura in notevole quantità.
Beviamo spesso e più del necessario
In estate il fabbisogno di liquidi aumenta in relazione alla sudorazione, ed è sempre buona abitudine favorire il ricambio idrico, riequilibrare le perdite di sali minerali e mantenere idratata la pelle. Scegliere dunque l’acqua in abbondanza (liscia, non gasata, e non ghiacciata), succhi di frutta non zuccherati, centrifugati e spremute di frutta e/o verdura. Fare attenzione però alle bevande zuccherate che potrebbero essere una fonte aggiuntiva importante di calorie.
Meno sale e olio buono
Ridurre o eliminare gli alimenti ricchi di sodio (causa di ritenzione idrica), i condimenti “pesanti” e l’alcool, nonchè utilizzare l’olio extra vergine di oliva! contiene vitamine A ed E, che favoriscono l’assimilazione del betacarotene e donano elasticità e compattezza alla pelle.
Prediligiamo gli alimenti arancioni, gialli, rosso e un po’ verde
(carota, albicocca, pesca, melone, peperoni) che son molto ricchi di betacarotene (il quale aumenta la produzione di melanina, ha effetto antiossidante, rafforza il sistema immunitario e protegge quello cardiovascolare) e vitamina A, per la salute degli occhi e della pelle. Fragole, ciliegie, lamponi, mirtilli, cocomero, pomodori contengono preziosi antiossidanti per prevenire l’invecchiamento prematuro della pelle.
I pomodori contengono licopeni, carotenidi molto efficaci per l’abbronzatura e per l’organismo, in quanto danno un buon apporto di fibre, vitamine e sali minerali, in particolare fosforo, calcio e magnesio. Kiwi, limone e pompelmo sono ricchi di vitamina C, utile a combattere i radicali liberi e a facilitare la “ricreazione” di collagene, per l’elasticità dei tessuti. Tutti i vegetali a foglia larga e di colore verde scuro, inoltre, come bietole, cicoria, lattuga, spinaci, contengono un’ottima riserva di carotene, acido folico, utile per rinforzare le ossa, e riserve di ferro e sali minerali, fondamentali per proteggere il colore dei capelli dai raggi del sole.
Attenzione, non vi è alcuna relazione tra l’assunzione di betacarotene e la produzione di melanina poiché quest’ultima dipende solo dall’esposizione al sole. La grande importanza data al famoso betacarotene, è dovuta al fatto che, ingerito, fa assumere alla pelle il caratteristico colore arancione. Pertanto quest’ultimo, unendosi al colore bruno della melanina, contribuisce all’ottenimento rapido di una colorazione intensa.
Ciò non significa però che bisogna abusare degli alimenti che contengono betacarotene! Bastano ad esempio, 300 grammi al giorno di carote, che hanno un contenuto record di 1200 microgrammi di vitamina A ogni 100 grammi di prodotto, o di albicocche (500 microgrammi per 100 grammi di prodotto). Oppure si può integrare la propria dieta con altri alimenti che ne contengono in dosi rilevanti, come il prezzemolo, la rucola, i pomodori maturi, il radicchio verde, gli spinaci, la papaia, il melone, etc.
In sostituzione, si possono mangiare 50 grammi al giorno di parmigiano reggiano, grana padano, caciocavallo oppure pecorino. L’unico effetto indesiderato di un abuso di beta-carotene può essere la comparsa di una colorazione giallastra, soprattutto del palmo della mano e della pianta del piede che si attenua e scompare riducendo o sospendendo l’assunzione della sostanza. Le altre sostanze che aiutano ad avere una pelle dorata e sana, le si possono trovare nei seguenti alimenti:
■Retinolo: nel fegato di bovino, formaggi e uova.
■Vitamina E: nei peperoni crudi, arance, lattuga o rucola, ribes, prezzemolo, papaia, fragole, melone e lamponi, olio di girasole, mandorle, olio di mais e di oliva, nocciole e avocado.
■Omega 3: nel salmone ai ferri, acciughe, sardine o tonno, trota o pesce spada.
■Zinco: nella fesa di manzo o ostriche, cereali, cioccolato fondente e lenticchie.
■Selenio: nel tonno, pasta, ostriche, pancetta di maiale, cereali, sgombri e gamberetti.
■Licopene: nei pomodori, anguria e pompelmo rosa.
Fonte:www.vivodibenessere.it
15:15 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO, DIETA BEAUTY | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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12/05/2012
Abbronzatura, come goderti al massimo ogni singolo momento in spiaggia.
Sole e sale: abbronzata e felice!!!
Un'intera giornata a tua disposizione da trascorrere al mare? Sfruttala al meglio, il tuo corpo, la tua pelle e anche il tuo buon umore ti ringrazieranno. Scopri come fare. Cosa sarebbe l’estate senza almeno una bella giornata di mare?
Se anche tu non puoi immaginare le tue vacanze senza almeno un giorno da passare tra la sabbia e il sole ecco qualche trucchetto che fa al caso tuo per goderti al massimo ogni singolo momento.
Cominciamo con la mattina. Parti presto da casa e fai in modo di essere in spiaggia per le nove, anche prima se riesci. Appena arrivata fai subito una bella passeggiata di almeno venti minuti cercando di mantenere un’andatura spedita e una respirazione regolare. Al ritorno cammina nell’acqua: la temperatura corporea scenderà e tu ti sentirai subito più tonica e più bella.
Non solo: il contatto con la sabbia provoca sensazioni appaganti, energizzanti e in più avari stimolato la circolazione corporea. A questo punto puoi dedicarti al sole: lo sapevi che i raggi del mattino fanno in modo che la tua abbronzatura sia più intensa e duratura?
Tra mezzogiorno e l’una cerca di pranzare: è il momento migliore perché quando il sole è allo zenit anche il potere digestivo raggiunge il suo picco. Ovviamente scegli frutta e verdura di stagione, bene anche un po’ di pasta fredda, ma evita tassativamente salumi e carni rosse. Fino alle quattro circa, poi, è il momento del relax: sdraiati all’ombra e passa il tuo tempo tra le parole crociate, un buon libro ed un pisolino. Ricordati di tanto in tanto di fare qualche bagno rinfrescante. Se avrai voglia di fare qualche altro esercizio il momento ideale per l’acqua gym o per una bella nuotata arriverà verso le cinque. Tra una nuotata, qualche chiacchera, e magari una sabbiatura fai da te arriverà il tramonto: goditelo, magari chiudendo gli occhi. I tuoi nervi ti ringrazieranno.
Finito? Nient’affatto: una volta tornata a casa prenditi cura della tua pelle e dei tuoi capelli per evitare che sabbia e sale li danneggino. Ecco due rimedi facili da realizzare a casa
Per il corpo: 1 cucchiaino di farina d’avena, 2 cucchiaini di olio d’oliva e 4 gocce di olio essenziale al cedro. È un ottimo detergente, pulisce a fondo la pelle eliminando i residui di sale e, grazie all’avena, è anche lenitivo e quindi perfetto per un coro che è stato esposto al sole tutto il giorno
Per i capelli: 3 cucchiai di olio d’oliva, un cucchiaino di miele ed un cucchiaino di succo di limone. Dopo lo shampoo applica per dieci minuti la maschera nutriente così ottenuta e riprenderanno subito vita.
fonte: donna.libero.it
12:31 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO, DIETA BEAUTY, sport | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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Sole sicuro per i bambini: dritte su come scegliere la crema solare per il bambino
COME SCEGLIERE UNA CREMA SOLARE PROTETTIVA PER UN BAMBINO
Il periodo di vacanze si avvicina, per qualcuno è già iniziato, altri sfruttano i week-end per brevi ma rigeneranti capatine al mare, i più attendono le ferie lavorative.
Tutti gli anni il solito dilemma per chi si reca al mare ed ha figli piccoli: quale crema protettiva acquistare?
In commercio sono disponibili numerose offerte che propongono una vasta gamma di prodotti, che un po’ ci “confonde le idee”, forse a causa di una penalizzazione di circolazione di informazioni in favore di pubblicità accattivante che mira a colpire l’attenzione del cliente.
Non tutte le creme sono uguali, e questo lo sanno tutti.
La prima grande distinzione, che dobbiamo tenere in considerazione, è quella fra i diversi fattori di protezione, distinguiamo la protezione bassa, quella media e quella alta.
Questa classificazione è meglio specificata da un numero riportato in evidenza, che caratterizza il livello del fattore protettivo (FP).
Non esiste una classificazione standard e univoca cui fare capo: ogni casa produttrice ne ha una propria, che non dista molto dalle altre in commercio, ma che può creare confusione. Il fattore protettivo 70 proposto da una linea cosmetica può essere equivalente al 50+ di una linea concorrente! Una marca di creme solari potrebbe proporre un ventaglio che passi, in linea di fattore protettivo, dalla 20 alla 30; viceversa un’ altra proporre la 20, la 25, la 30….quel 25 di intermezzo non è detto rappresenti la mezza misura tra la 20 e la 30 della prima casa produttrice, o meglio potrebbe coincidere, come livello di protezione con una di esse!
Risulta importante per non cadere in sbagliate convinzioni informarci preventivamente o affidarci a personale competente che ci guidi nella scelta del prodotto giusto.
Fino a pochi anni or sono circolava la dicitura di crema “a schermo totale” per le creme protettive che raggiungevano il più alto fattore protettivo (le più conosciute 50+ o 70). Si trattava di un messaggio ingannevole in quanto non esistono creme che proteggano totalmente dai raggi UVA e UVB. Una piccolissima percentuale arriva a colpire l’epidermide, lo strato superiore della pelle, ma anche il derma, lo strato di pelle un po’ più profondo; innescando in piccola parte quei meccanismi di reazione del nostro corpo, quali l’attivazione della melanina e il photo-aging, l’invecchiamento precoce della pelle. Questo è il principale motivo per cui si sconsiglia di esporre un neonato sotto l’anno di età all’esposizione solare, data l’immaturità di reazione della pelle: la cute è sfornita di naturali meccanismi di difesa della pelle.
In età di infanzia il bambino piccolo necessita di una crema con protezione solare alta; il range idoneo sarebbe tra il FP 50+ (o 70) e il 25 per garantire alla pelle una schermatura valida che prevenga le famigerate scottature, ritenute le maggiori responsabili nel tempo, della formazione di melanomi, i famigerati tumori della pelle.
Le discriminanti nella scelta sono varie e dipendono da diversi fattori: il fototipo (un bambino con capelli rossi e lentiggini dalla carnagione molto chiara, tenderà a scottarsi molto più rispetto ad un tipo mediterraneo), il luogo in cui ci si reca (più ci si avvicina alla fascia dell’equatore, maggiore è l’azione del sole ed il rischio di scottarsi), le terapie patologiche e farmacologiche in corso che potrebbero essere in contrasto con l’esposizione solare (ricordiamo i farmaci foto-sensibilizzanti tra cui si annoverano alcuni antibiotici), l’orario in cui ci si reca in spiaggia (le ore centrali della giornata sarebbero da evitare poiché i raggi del sole cadono perpendicolarmente sulla terra e l’azione è amplificata).
Per i bambini più grandi se il fototipo lo consente, ovvero se la carnagione è scura o si abbronza facilmente e senza scottature, è possibile utilizzare creme solari con FP medio, ovvero dalla 30-25 fino alla 15 (fermo restando le minime differenze tra le case produttrici).
Durante i primi giorni è sempre consigliabile l’utilizzo di una crema a FP alto, poi, laddove le condizioni lo permettano, sarà possibile passare ad un solare protettivo più basso.
Nella scelta di acquisto, data la predilezione dei bambini per l’acqua, sempre meglio optare per un solare water-prof, ovvero resistente all’acqua. Ciò non ci dispensa dal rinnovo dell’applicazione della crema dopo ogni bagno, ma perlomeno ci rassicura sul fatto che durante il bagno in mare, nostro figlio sarà maggiormente protetto rispetto all’uso di una normale crema il cui effetto potrebbe svanire una volta in acqua.
Attualmente i solari sono per lo più semplici da spalmare, ne esistono alcuni proposti addirittura sotto forma di spray che rendono più agevole e veloce l’applicazione. Devono essere di veloce assorbimento, ovvero non lasciare la pelle “unta” che porterebbe i bambini che amano giocare con la sabbia, a presentarsi “impanati” di sabbia.
Importante: le creme solari impiegano diversi minuti per attivarsi, ovvero svolgere la propria funzione di protezione, in media 15 minuti. Dunque consideriamo questo periodo di non-copertura prima di esporre il bambino ai raggi solari, convinti che sia protetto quando in realtà non lo è.
E’ importante ricordare che i raggi solari passano attraverso magliette di cotone e che, in alcuni casi, ci si può scottare anche all’ombra dell’ombrellone!
La validità di un buon prodotto solare è confermata dalla presenza di filtri che proteggano la pelle sia dai raggi UVA sia da quelli UVB. Entrambi i raggi colpiscono la nostra pelle, aggredendola e innescando quell’azione di difesa che è la pigmentazione dell’epidermide, ovvero l’abbronzatura, grazie alla sollecitazione del lavoro della melanina.
Un tempo i fattori protettivi si riferivano a protezione dai raggi UVB, considerati erroneamente più dannosi, in quanto responsabili di scottature ed eritemi. Attualmente, su richiesta di allineamento alle direttive UE, la produzione di creme protettive, considera anche il FP degli UVA in quanto causano danni a lungo termine come il photo-aging, ovvero invecchiamento precoce della pelle, e la formazione di melanomi.
Un buon solare è quello che contiene filtri tanto per gli UVA quanto per gli UVB.
Come tutte le creme, i solari hanno una scadenza, e, una volta aperti, vanno consumati entro la stagione. Non è corretto riutilizzarli l’anno seguente, nonostante una ipotetica perfetta conservazione, poiché scadono in 12 mesi al massimo una volta aperti.
Fonte:vitadamamma.com
12:30 Scritto da: shopper2000 in Antichi rimedi, CURA DEL CORPO | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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